Durante il periodo lavorativo il lavoratore può richiedere un anticipo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), come previsto dall’articolo 2120, comma 6, del codice civile, purché abbia compiuto almeno 8 anni di anzianità. L’anticipo non può essere superiore al 70% maturato, l’anticipazione può essere richiesta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e solo nel caso in cui sussista uno stato di necessità come acquisto prima casa per sé stessi o per i figli o il sostenimento di spese sanitarie per terapie o interventi straordinari. L’anticipo del TFR può essere richiesto anche ulteriori motivazioni personali, anche non specifiche, in questo caso però può essere chiesto al massimo il 30% dell’importo maturato.

L’anticipo non può comunque essere richiesto in aziende con meno di 25 dipendenti. Inoltre le richieste di anticipo TFR:

  • devono provenire da non più del 10% degli aventi diritto;
  • devono provenire da non più del 4% dei dipendenti dell’azienda.

Altra possibilità, introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 (comma 26 della legge 190/2014), è l’anticipo mensile del TFR in busta paga. Un’opzione aperta ai dipendenti del privato che abbiano almeno sei mesi di anzianità aziendale poteva essere esercitata fino a settembre 2015 ed era irreversibile fino al giugno 2018. L’anticipo riguarda la quota maturanda di TFR.

Dal punto di vista dell’imposizione fiscale, l’anticipo del TFR per motivi sanitari e spese mediche è tassato, al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, con una ritenuta a titolo di imposta del 15% che viene a sua volta diminuita dello 0,30% per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali per cui massimo 9%. L’anticipazione per acquisto di una prima casa per sé o i figli prevede una tassazione fissa del 23%.

Il TFR in busta paga è sottoposto a tassazione ordinaria e non alla più favorevole tassazione separata prevista per la liquidazione accantonata. Nel dettaglio, la tassazione separata per il TFR accantonato parte dal 23% e sale con la retribuzione superando il 34% per redditi da 94mila euro. La tassazione ordinaria parte anch’essa dal 23% per redditi fino a 15mila euro, sale al 27% per i redditi tra i 20mila e i 25mila euro, al 38% fino a 50mila euro, al 41% fino a 75mila e infine al 43% sopra questa cifra.

I Consulenti del Lavoro hanno effettuato alcuni calcoli su quanto prenderebbero in più i lavoratori divisi per scaglioni di reddito, anticipando il TFR in busta paga e quanto perderebbero, sul lungo periodo, a causa della differente tassazione.

Retribuzione annua TFR aliquota fiscale TFR anticipato TFR netto annuo TFR mensile aliquota tassazione separata TFR in azienda TFR annuo accantonato differenza annua Differenza al giugno 2018
15.000 euro 1.036 23% 798 66 23% 798 00 00
20.000 euro 1.381 27% 1.008 84 23,4% 1.058 -50 -167
25.000 euro 1.727 27% 1.261 105 24,1% 1.311 -50 -167
35.000 euro 2.418 38% 1.499 125 25,3% 1.806 -307 -1.022
50.000 euro 3.454 38% 2.141 178 29,1% 2.448 -307 -1.022
75.000 euro 5.181 41% 3.057 255 32,4% 3.501 -444 -1.481
95.000 euro 6.562 43% 3.740 312 34,3% 4.310 -570 - 1.897