Tremonti l’aveva detto: ci sono molti paesi e molte città che essendo dei paradisi fiscali, impediscono all’Erario di conoscere che i contribuenti italiani effettivamente detengono. Un modo per stanarli è lo scudo fiscale che detassa coloro che fanno rientrare i capitali in Italia

Gli italiani, però, come molti altri cittadini del mondo, hanno accumulato i risparmi e hanno trovato vantaggioso negli anni passati, farli custodire dalle banche elvetiche. La sicurezza e “il silenzio” degli istituti di credito svizzeri, in effetti, è proverbiale.

A queste considerazioni si aggiunge un fatto: l’Austria, per mezzo del cancelliere Faymann, venerdì scorso ha siglato un accordo con la Svizzera, sulla falsa riga di quello che la Svizzera ha fatto con la Germania. In pratica ha deciso di tassare i capitali austriaci che sono stati trasferiti nelle banche di Berna e che non sono rintracciabili dal governo austriaco.

La tassazione per questi capitali oscilla tra il 15 e il 38 per cento. Secondo le stime di Faymann, il governo dovrebbe riuscire a recuperare, soltanto nel 2013, circa un miliardo di euro. La domanda è: l’Italia può fare una cosa simile? Potenzialmente ci sono le premesse ma l’ostacolo è il premier.

Mario Monti, infatti, ha liquidato la questione dichiarandosi contrario agli accordi separati dei singoli stati, perché desideroso di definire un accordo comune in sede europea.