Della serie abbiamo scherzato. Qualche giorno fa sui mass media era circolato un nuovo progetto, un’imposta di bollo che avrebbe dovuto colpire i versamenti di contanti in banca superiori ai 200 euro. Questa tassa sul contante è una proposta sbagliata, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, ma data ormai come sicuramente approvata nel consiglio dei ministri del 20 febbraio. Ora arriva la smentita, per bocca di Luigi Casero, viceministro dell’Economia, ma non solo.

La definisce irricevibile anche Enrico Zanetti, sottosegretario alle Finanze, che esclude il fatto che possa essere inserita in un decreto – ma non in un disegno di legge. Probabilmente si è trattata di qualche bozza fatta circolare da qualche tecnico del Mef tra le associazioni di categoria di commercianti ed artigiani e presa troppo sul serio.

Questo passaggio poi dovrebbe essere visto all’interno di una dialettica di provvedimenti che sono legati alla creazione ed all’effettivo funzionamento dello Sdi (sistema di interscambio di dati), una piattaforma informatica che era stata già immaginata ai tempi del governo Prodi – la proposta era poi finita nel dimenticatoio – e che avrebbe dovuto ricevere in forma di file tutte le fatture, e dovrebbe scoraggiare i fenomeni di evasione ed elusione fiscale.

Le smentite non si fermano qui, visto che il Tesoro ha affermato che non ci saranno crediti di imposta per i piccoli imprenditori e commercianti che vorranno dotarsi di Pos – ricordiamo che c’è un obbligo di accettare il pagamento con carte per pagamenti oltre i 30 euro, ma non sono state previste per ora delle sanzioni – e non è detto che ora spuntino fuori tra le pieghe dei decreti che verranno approvati dal consiglio dei ministri. Tra il lavoro che dovrebbe fare domani il governo Renzi c’è sicuramente una parte che riguarderà gli accordi preventivi tra aziende a ragione sociale estera e l’Agenzia delle Entrate, per dare regole chiare ed immutabili in materia fiscale e riuscire così ad attirare gli investimenti esteri.