I cittadini italiani non saranno affatto contenti di sapere che il governo sta per mettere in campo una tassa sui condizionatori. Non saranno contenti di saperlo soprattutto ora, visto che da giorni ormai, l’Italia è stretta nella morsa dell’afa e dell’umidità. Qualcuno già urla allo scandalo: il parlamento vuole tassare anche l’aria fresca! In realtà, sembra che la politica italiana si sia limitata a recepire una direttiva europea.

Pare anche però, che la stessa direttiva europea non chiedesse affatto di introdurre la normativa che è stata recepita nel nostro Paese. L’Europa richiedeva che i possessori di condizionatori d’aria fossero in possesso di un libretto (che in Italia è già obbligatorio dall’anno scorso) e che procedessero, ogni quattro anni, a farli controllare. Il Ministero, invece, avrebbe dato a tutto questo una lettura ben diversa: dovranno essere tenuti sotto controllo gli impianti superiori ai 12 kw.

L’introduzione di questa normativa porta dunque quella che è stata definitiva tassa sui condizionatori: con l’aggravio, per ogni famiglia, che potrebbe essere di circa 200 euro (oltre i 300 euro se i condizionatori sono più di uno), così come fanno sapere Adusbef e Federconsumatori. La tassa sui condizionatori si ripercuoterebbe indirettamente anche in altro modo sui consumatori, visto che gli esercizi commerciali – costretti a pagarla – farebbero poi ricadere la spesa sui clienti.

La normativa riguarda però soltanto i condizionatori superiori ai 12 kw. Chi non rispetterà la regole dovrà invece attendersi multe che vanno dai 500 ai 3 mila euro.