Una tassa sugli sms potrebbe finanziare gli interventi di Protezione Civile in futuro. È quanto prevede una norma contenuta nel decreto legge di riforma che sarà discussa il prossimo venerdì nel Consiglio dei Ministri. Questa prevede che in caso di dichiarazione dello stato di emergenza, il Fondo Nazionale di Protezione Civile, sia integrato da una tassazione ad hoc sugli sms.

Possibile incasso sino a mezzo miliardo

Il prelievo sugli sms in caso di calamità naturale scatterà “previa deliberazione del Consiglio dei ministri”. Oggetti del prelievo fino a un massimo di due centesimi di Euro saranno ciascuna comunicazione effettuata attraverso l’invio di brevi messaggi di testo (SMS) mediante telefono cellulare, computer o siti internet gestiti dalle società telefoniche”.

Il decreto che sarà esaminato dal Governo prevede che “la misura dell’aliquota è stabilita, sulla base della deliberazione del Consiglio dei ministri, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate il quale stabilisce altresì le modalità del versamento dell’imposta, nonché ogni altra connessa disposizione attuativa. I gestori dei sistemi di comunicazione utilizzati per l’invio dei messaggi provvedono al pagamento dell’imposta, con facoltà di rivalsa nei confronti dei clienti”. Si calcola che l’imposta, vista la mole di decine di milioni di sms che gli italiani si scambiano ogni giorno, potrebbe fruttare una cifra che si avvicina al mezzo miliardo di Euro l’anno.