Cosa accadrà alla tassa di successione? Probabilmente il governo Renzi sta lavorando ad un aumento delle aliquote che oggi vengono applicate così come ad una riduzione delle franchigie (le somme al di sotto delle quali non si paga l’imposta). Finora alle successioni in cui gli eredi erano il coniuge o parenti in linea retta si applica un’aliquota al 4% con una franchigia di un milione di euro. Se gli eredi erano i fratelli o le sorelle del defunto, l’aliquota saliva al 6% e la franchigia a 100.000 euro. In caso la successione riguardasse parenti diversi da quelli che abbiamo finora elencato, ma comunque fino al 4° grado di parentela – o al di affinità – l’aliquota restava costante ma scompariva la franchigia – e quindi si pagava la tassa anche se l’eredità era inferiore ai 100.000 euro.

A completare le combinazioni possibili mancano ancora due casi: quello dei soggetti diversi dai precedenti (8% di aliquota, nessuna franchigia), e degli eredi portatori di handicap (a cui si applica l’aliquota che abbiamo già visto, ma che hanno una franchigia fino al milione e mezzo di euro). La proposta a cui starebbe lavorando il governo Renzi sarebbe quella di ridurre la franchigia per coniuge e parenti in linea retta a 500.000 euro, e l’innalzamento della relativa aliquota dal 4 al 7%. Negli altri casi l’imposta passerebbe dal 6 all’8% (fratelli e sorelle, la franchigia resterebbe invariata), dal 6 al 10% (parenti fino al 4° grado e affini fino al 3°), e dall’8% al 15% (soggetti diversi).

A quanto sembra verrebbero apportate le stesse modifiche alle aliquote per le imposizioni sulle donazioni. Infine la proposta allo studio triplicherebbe l’imposizione modificata così come abbiamo visto se l’eredità fosse superiore ai 5 milioni di euro – e quindi si passerebbe al 21% per coniugi e parenti in linea retta, al 24% per i fratelli, ed al 30 e al 45% per gli ultimi due casi. Nono è ancora chiaro se verrebbero considerate ancora esenti le polizze Vita – l’’Agenzia delle Entrate si sta orientando per considerare alcune di queste come investimenti finanziari ordinari, e quindi assoggettarle alla tassa di successione.