Cipro ha bocciato il prelievo sui depositi, la Germania esprime rammarico e i mercati reagiscono negativamente. Il parlamento di Nicosia ha votato con un secco no sul decreto per la tassa sui depositi. Il ministero delle Finanze locali aveva anche proposto l’esenzione per i depositi sotto 20mila euro, aumentando l’imposta sugli altri. Ma l’idea non è piaciuta. E c’è chi, come la Gran Bretagna, manda i soldi ai soldati con un aereo militare.

Proteste a Nicosia contro l’Europa e la Germania, visti come gli invasori e i prepotenti che devono decidere per il paese: “E’ il pacchetto di riforme di Cipro, spetta a Cipro decidere la struttura del contributo delle banche. L’importante è che alla fine il conto sia di 5,8 miliardi”, aveva sentenziato il membro della Bce, Joerg Asmussen. E Cipro ha deciso: il no alla tassa sui depositi bancari è stato secco e deciso. Il piano di salvataggio dell’economia dell’isola, concordato con l’Eurogruppo, non ha trovato una via d’uscita. Alla fine sono stati 19 gli astenuti e ben 36 contrari al piano.

Rammarico dalle parole del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble: “Cipro aveva chiesto un programma di aiuti e noi abbiamo bisogno di una soluzione calcolabile affinché il paese sia in grado di tornare a finanziarsi sui mercati – precisa – il debito è troppo alto, la situazione è seria. E Cipro non può attribuire ad altri che a se stesso la responsabilità della crisi. In una situazione come questa, quando l’insolvenza si profila all’orizzonte, allora i creditori debbono partecipare se vogliono evitarla. Se la si vuole evitare allora gli investitori nella banca debbono dare un contributo proporzionale”.

L’Europa ha subito pensato ad una via d’uscita alternativa: in principio la tassa sui depositi bancari era stata calcolata nel 6,75% per quelli inferiori a 100mila euro e 9,9% per quelli superiori, ma di contro Nicosia avrebbe dovuto raccogliere 5,8 miliardi di euro per avere il prestito da 10 miliardi. Ora l’idea di tassare solo i conti sopra i 100mila euro. Ad aumentare le tensioni ecco la mossa della Gran Bretagna, che prima ha congelato i pagamenti dei pensionati britannici che vivono a Cipro e poi ha inviato i soldi ai soldati presenti sull’isola tramite un aereo militare. Ma la situazione di Nicosia crea fastidio anche in Russia, visto che i ricchi hanno eletto Cipro a loro paradiso fiscale con depositi calcolati in 25 miliardi. E c’è ovviamente il rischio che i capitali lascino l’isola.