La denuncia arriva da Federconsumatori (più precisamente dal Creef, il centro ricerche economiche educazione e formazione federconsumatori): negli ultimi quattro anni, i contribuenti italiani hanno pagato il 20% per la tassa sui rifiuti – ovvero 45 euro in più. E per di più solo una quarantina di città capoluogo hanno stabilito il regolamento per la nuova tassa sui rifiuti - la Tari.

I problemi non finiscono qui, secondo Federconsumatori c’è il rischio che “negli ultimi tre mesi dell’anno si possano condensare le scadenze dei pagamenti di Tares 2013 e nuova tassa sui rifiuti, con un enorme impatto sui bilanci delle famiglie“. E continua così “Anche la nuova Tari 2014, che ha sostituito la Tares, riflette una giungla tributaria in cui, a parità di condizioni, emergono forti differenze da città a città non solo in merito all’importo della tassa ma anche relativamente alla qualità del servizio e alla sostenibilità ambientale. Forti differenze si registrano inoltre sulle riduzioni, agevolazioni ed esenzioni“.

Secondo i dati del Creef, le città dove si paga di più per i rifiuti si trovano tutti nel Sud e nelle isole. Se si prende a modello un appartamento di 100 metri quadri ed un nucleo familiare di tre persone, si va dai 560 euro all’anno a Siracusa, ai 531 di Cagliari, ai 509,5 di Napoli, e i 506 di Catania. Chi paga di meno sono invece gli abitanti di Sanluri (125 euro), Isernia (154 euro), Brescia (179 euro), Udine (197 euro) e Matera (198 euro).

L’importo medio pagato è di 312,7 euro annui. L’aumento della tassa rifiuti negli ultimi quattro anni è pari a più del doppio dell’inflazione. Se guardiamo all’aumento della tassa di va dal +160% di Reggio Emilia, al +114% di Livorno ed al +100,5% di Sanluri. D’altra parte questa forma di imposizione è diminuita a Cremona (-14%), a Verbania (-13%) e Caserta (-11%).

Tra il 2013 ed il 2014, l’aumento medio della tassa è stato dello 0,69%. L’aumento più significativo è stato a Sanluri (+110,5%). Poi c’è Lodi (24%), Frosinone e Brescia (+17%. Si registra invece un segno meno a Cremona (-20%), Macerata (-17%), Sondrio (-13%), Caserta (-11%) e Mantova (-10%).


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