Nel 2014, la neonata Iuc genererà una serie di problemi: una di questi è la tassa rifiuti: la Tari in quest’anno sostituirà la Tarsu-Tares (tassa sui rifiuti urbani) o la Tia (Tariffa di igiene ambientale). Il passaggio – ovviamente – non sarà indolore…

Uno dei problemi nel passaggio è rappresentato dal fatto che diverse aziende smaltiscono autonomamente i propri rifiuti speciali. Come spesso capita con lo Stato italiano, in questi mesi sull’argomento sono arrivate affermazioni divergenti: la legge di stabilità uscita dal governo Letta stabiliva che queste attività non dovessero pagare la Tari, mentre con i passaggi parlamentari queste imprese si sono trovate con una semplice riduzione.

Nel salva-Roma ter, si torna alla soluzione prospettata all’inizio dal governo Letta – ma anche in questi casi la legge dovrà essere approvata dal Parlamento… La scelta non è indolore visto che questa tipologia di rifiuti rappresentano il 30% delle entrate totali della Tari – e che sia necessaria una copertura integrale dei costi.

Se i rifiuti speciali assimilati, non pagassero più la Tari, il loro costo deve spalmarsi sulle altre utenze. Ovviamente questa decisione finale determina un ritardo nella definizione della tariffa

photo credit: epSos.de via photopin cc