Manca poco alla scadenza della prima rata di Tasi ed Imu. Per chi vuole pagare – come la maggior parte degli italiani – all’ultimo minuto, ecco una guida per non sbagliare mosse. Il primo passo da fare è verificare sul sito delle Finanze se il vostro comune ha modificato le aliquote e detrazioni Tasi – secondo le ultime stime lo ha fatto circa il 14% – ed Imu. Se il vostro comune non ha deciso ancora nulla potete versare il 50% della tassa pagata nel 2014, se è cambiato qualcosa potete decidere se pagare subito con i nuovi importi oppure versare la prima rata in base ai valori dell’anno passato – se nel 2015 sono aumentate le detrazioni o è diminuita l’aliquota conviene pagare in base ai nuovi conteggi – per calcolare online l’imposta vi rimando a questo post.

Detto che se ci sono più possessori o detentori, essi sono tenuti in solido al pagamento dell’obbligazione tributaria, per pagare la Tasi si può andare in Posta ed utilizzare gli appositi modelli di versamento. Altrimenti ci si può rivolgere alla propria banca – e se avete un conto bancario online potete evitare le code delle ultime ore.  Dovete ricordarvi che gli acconti Imu e Tasi possono essere pagati con denaro oltre i mille euro solo se si sceglie il versamento con bollettino postale cartaceo. Se si sceglie di utilizzare l’F24 oltre questo limite bisogna ricorrere alla versione telematica – ovvero può  pagata solo attraverso l’F24 online, l’F24 web o l’F24 cumulativo. La stessa strada va compiuta se si vuole compensare il debito Imu e Tasi con crediti erariali o contributivi.

L’importo minimo per il versamento – se non ci sono disposizione diverse a livello di singolo comune – è pari a 12 euro. Per quanto riguarda gli arrotondamenti, va fatto per difetto se la frazione di euro è uguale o inferiore a 49 centesimi, oppure per eccesso se superiore. Se pagate con ritardo ricordatevi che si può utilizzare la procedura del ravvedimento operoso che prevede quattro tipologie.

Se si paga entro 14 giorni c’è il ravvedimento sprint. Prevede una sanzione dello 0,2% giornaliero del valore dell’imposta più interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale che per quest’anno è stato fissato nello 0,5% annuo. Dal 15° al 30° giorno di ritardo, si passa al ravvedimento breve che prevede una sanzione fissa del 3% dell’importo  più interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.   Dal 31° giorno di ritardo e fino al 90° giorno si passa al ravvedimento medio che prevede una sanzione fissa del 3,33%  – ovvero una sanzione minima ridotta ad 1/9 – dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale. Ultima possibilità è il ravvedimento lungo che si può applicare dal 91° giorno di ritardo ed entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione: in questo caso ci sarà una sanzione fissa del 3,75% (più ovviamente gli interessi giornalieri).