Come molti di voi sapranno solo una minoranza dei comuni ha pubblicato delle delibere per stabilire le aliquote Imu e Tasi per il 2015 – tra cui 29 capoluoghi di provincia e solo sei capoluoghi regionali. In molti casi chi si è già espresso ha deciso di confermare le scelte fatte l’anno scorso. Questo ritardo era ampiamente prevedibile e non avrà effetti per i contribuenti, che dovranno pagare la prima rata – entro il 16 giugno – usando le aliquote del 2014.

Se concentriamo lo sguardo sui capoluoghi di regione, si può osservare che Aosta ha confermato in toto le aliquote Imu e Tasi. Bologna non ha modificato il costo della Tasi, mentre ha aumentato l’Imu sulle abitazioni date in comodato ai parenti e alle abitazioni affittate a canone concordato. Cagliari anche per il 2015 ha differenziato l’aliquota a seconda della rendita catastale già prevista lo scorso anno. Quadro immutato per la Tasi anche a Firenze, che ha invece cambiato le regole sulle detrazioni per i figli che abitano sotto lo stesso tetto: oggi si possono detrarre 35 euro per ogni figlio sotto i 18 anni, lo scorso anno lo sconto era di 25 euro (fino a 26 anni). Per l’Imu sono diminuite le aliquote per gli immobili produttivi inutilizzati e le abitazioni occupate abusivamente.

A Potenza è stato dichiarato il dissesto finanziario, per cui le aliquote restano ai massimi di legge ed è stata ridotta la detrazione Tasi da 100 a 50 euro. Dulcis in fundo Trento si è occupata solo di Imis – ovvero l’Imu locale – ed ha portato l’aliquota per le case a disposizione allo 0,895% – era lo 0,783% nel 2014.

Se prendiamo in considerazione un’unità immobiliare di 100 metri quadrati in categoria catastale A/3, l’acconto più alto della Tasi dovrebbe essere pagato dagli abitanti di Torino, con 372 euro, segue a breve distanza Roma con 366 euro, mentre in terza posizione si trova Milano – per un costo stimato di 239 euro. Ovviamente la fattura sarà molto più salata per l’Imu sulla seconda casa. In quattro città per l’appartamento che abbiamo preso ad esempio bisognerà spendere più di mille euro: Roma è al primo posto della classifica con 1.552 euro, seguito da Torino con 1.242, da Bologna con 1.081 e da Milano con 1.058 euro.