Peggio delle bancarelle al mercato: la trattativa fra Governo e comuni sull’aumento dell’aliquota massima della Tasi è arrivata all’ultima (per ora) offerta da parte dell’Esecutivo: un emendamento al decreto sugli enti locali consentirà ai comuni di applicare un aumento fra lo 0,1 e lo 0,8 per mille. Quindi l’aliquota massima sulla Tasi per la prima casa sarà fra 2,6 e 3,3 per mille; per le altre abitazioni sarà fra 10,7 e 11,4 per mille (foto by InfoPhoto).

I proventi dell’aumento potranno essere destinati solo ad ulteriori detrazioni per famiglie e ceti più deboli, ma i comuni saranno liberi di decidere come ripartirle.

I comuni volevano di più: pretendevano un aumento fino al 3,5 per mille; il Governo voleva concedere il 3. Da qui il compromesso da bancarella.

La decisione non piace a Scelta civica. Il capogruppo al Senato, Andrea Susta, ha dichiarato che voteranno “Solo provvedimenti che comportino una revisione complessiva delle imposte sulla casa. E’ necessario porre fine al balletto sulla casa“.