Il cerchio si sta chiudendo. Quasi un anno di guerra per non mollare il fiume di denaro proveniente dall’Imu, e i comuni stanno per vincere. Il Governo cede un po’ per volta, ma inesorabilmente. Anche se Enrico Letta dice che col calo dello spread sarà possibile diminuire l’imposizione fiscale, le tasse aumentano e basta.

Come si temeva, lunedì 6 gennaio in Senato approderà un emendamento governativo al decreto legge che ha abolito la seconda rata dell’Imu 2013 sulla prima casa. Permetterà ai comuni di aumentare l’aliquota della Tasi, la nuova tassa sui servizi comunali indivisibili. Il prelievo sulla prima casa (foto by InfoPhoto) potrà passare dal 2,5 al 3,5 per mille; l’aliquota sulla seconda casa potrà salire dal 10,6 all’11,6 per mille. I comuni dovranno però stabilire delle detrazioni per i soggetti più svantaggiati.

Scommessa facile facile: quanti comuni si lasceranno scappare la ghiotta occasione di arraffare un malloppo ancora più consistente? Si tratta approssimativamente di un miliardo e mezzo di euro. Un bottino al quale è difficile rinunciare. Tassa e spendi: l’unica certezza proveniente dall’apparato pubblico italiano.