Proporzionalmente ci sono solo pochi comuni che hanno deciso qualcosa in merito alle aliquote 2015 di Tasi ed Imu – fino al 20 maggio avevano deciso qualcosa sull’Imu 1.022 amministrazioni – mentre altre 827 si erano già occupate della Tasi (tra di loro ci sono 29 capoluoghi di provincia). E in genere i comuni che hanno pubblicato una delibera in tema hanno confermato le scelte fatte l’anno passato.

Per questo nel fare l’elenco dei comuni meno cari per quanto riguarda la Tasi non possiamo che guardare al 2014. Ci sono alcuni Comuni che nell’anno passato hanno addirittura cancellato questa imposta. Il caso che è rimbalzato con più frequenta sui mass media è quello di Positano, la rinomata località turistica sulla costiera amalfitana che ha cancellato la tassa immobiliare sulla prima e seconda casa, sugli esercizi e sulle attività imprenditoriali. Oltre a questo caso ci sono quelli di due comuni in provincia di Cosenza – San Lorenzo del Vallo e San Lorenzo Bellizzi. Nel secondo caso il Comune è riuscito ad evitare l’imposta con gli investimenti effettuati nel fotovoltaico.

C’è poi il caso di Casalenda, in provincia di Campobasso, che come racconta il sindaco Michele Giambarba è riuscita a cancellare il balzello Tasi grazie al “mancato introito sarà compensato in parte con le risorse dell’Imu già incassate, e in parte con un intervento di razionalizzazione della spesa. Noi ci siamo riusciti. E di questo siamo molto soddisfatti“.

L’ultimo caso che vi propongo è quello di Campli, si trova in provincia di Teramo, e la sua Amministrazione ha deciso di non far pagare la Tasi alle nuove attività produttive nei primi due anni di vita. Con la pubblicazione delle loro delibere nel 2015 vedremo se il quadro tratteggiato l’anno scorso verrà confermato per l’anno in corso.