Sta per arrivare uno dei periodi più sgradevoli dell’anno, quello in cui gli italiani irroreranno le casse dello Stato con circa 52 miliardi di euro in tasse (secondo i dati della Cgia di Mestre), tra Imu, Tasi, Irpef, Irap, Ires, Iva e compagnia. Tuttavia, in questo orizzonte ben poco confortante, si intravede quest’anno un bagliore positivo: grazie alla legge di Stabilità, che ha abolito la Tasi 2016 sulla prima casa, quasi 20 milioni di contribuenti risparmieranno circa 200 euro cadauno (191 secondo la Uil, 203 se consideriamo i cittadini dei capoluoghi di provincia).

A partire da quest’anno, dunque, la Tasi sulla prima casa non è più dovuta, né dai proprietari degli immobili che utilizzano l’appartamento come abitazione principale, né da eventuali inquilini, considerando come prima casa quella nella quale il proprietario abita e risulta anagraficamente residente, e le agevolazioni spettano solo a chi si trova in questa situazione. Imu e Tasi più leggere, invece, per i proprietari che hanno dato in locazione i propri appartamenti a canone concordato, ossia con i contratti di durata di tre anni più due, o per studenti. A pagare Imu e Tasi il prossimo 16 giugno saranno dunque solo coloro che possiedono immobili che non hanno la qualifica della prima casa, e i residenti all’estero per lavoro, mentre sono esenti i pensionati nel paese di residenza.

Secondo la proiezione della Uil, il risparmio maggiore in valori assoluti si registra a Torino con 403 euro medi a famiglia, che diventano 391 a Roma, 318 a Napoli e 300 a Milano. Cambia poco per i cittadini di Asti, che in media noteranno una differenza di appena 19 euro rispetto all’anno passato. Guardandola dall’altra parte della barricata, per il Fisco significa qualcosa come 3,8 miliardi di euro di mancato gettito, che diventano 4,6 se consideriamo i vari sconti per Tasi e Imu e l’abolizione di quest’ultima sui terreni agricoli e sui macchinari imbullonati. L’amministrazione comunale che più finirà per rimetterci è quella di Rima, con 524 milioni di euro in meno, contro i 206 di Milano e i 115 di Torino.