Ogni anno ci ritroviamo puntualmente a pagare la tassa sulla casa, si chiami Ici, Imu o Tasi. E mentre a molti di noi toccherà fare ogni sorta di equilibrismo per arrivare alla fine del mese e pagare la prima rata di Imu e/o Tasi, ci sono diversi soggetti che verranno esentati da questi balzelli.

E’ esentata dal pagamento della Tasi – come dell’Imu – la Chiesa per tutti gli immobili destinati esclusivamente al culto. Questa esenzione è valida anche per tutte le società no profit, e quindi svolgono (ad esempio) attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive – sempre che svolgano queste attività con modalità non commerciali.

Se i locali sono ad utilizzazione mista, l’esenzione vale solo per la porzione di immobile per cui valgono queste caratteristiche. Un altro caso ovvio di esenzione dalla Tasi è rappresentato da tutti gli immobili posseduti dallo Stato, nonché le strutture di proprietà delle Regioni, delle Province, dei Comuni e delle comunità montane. Stesso discorso anche per i fabbricati destinati ad usi culturali come musei, biblioteche e archivi, come pure per gli immobili classificati nelle categorie catastali da E/1 a E/9 – si tratta di fari, porti, aeroporti e simili. Nell’elenco dei fortunati mancano ancora gli immobili di proprietà del Vaticano e quelli di pertinenza di Stati stranieri e di organizzazioni estere per i quali esistono specifici accordi internazionali che ne garantiscono l’esenzione fiscale.

Scendendo sul terreno dei comuni mortali, sono esclusi dal campo di applicazione di Tasi ed IMU tutti quegli immobili che non sono indicativi di ricchezza, come i terreni posti in aree montane e le unità immobiliari non considerate come fabbricati, quali serre, vasche per l’irrigazione, tettoie, porcili e pollai di ridotte dimensioni. Non pagano la Tasi anche i proprietari di immobili inagibili o inabitabili, ed infine ogni comune ha la possibilità di deliberare riduzioni ed esenzioni – per esempio per le abitazioni caratterizzate da usi stagionali o discontinui. Per questo conviene consultare l’informativa dedicata sul sito internet del comune di riferimento.