E’ come sfogliare una margherita. Rinvio Tasi sì, rinvio Tasi no. La scorsa settimana il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti aveva avanzato la possibilità di rinviare il pagamento dell’imposta che dovrebbe sostituire l’Imu sulla prima casa. Giovedì era arrivato lo stop, a seguito della fumata nera uscita dall’incontro   tra Anci e governo. Il presidente dell’Anci Piero Fassino aveva detto che il rinvio avrebbe rischiato “di provocare un buco e di rendere impossibile l’erogazione dei servizi“.

Qualche giorno dopo sembra aver cambiato idea: “Abbiamo proposto al governo un doppio regime: mantenere la scadenza del 16 giugno per i comuni che hanno già deliberato, far slittare al 16 settembre il pagamento degli altri comuni che avranno così il tempo di deliberare le aliquote entro il 31 luglio“. Al di là delle dichiarazioni di facciata, il problema è trovare un accordo sulle compensazioni economiche per questo ritardo nelle entrate locali.

C’è da dire poi che ora si schiera a favore del rinvio anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio : “Penso che la prossima settimana si saprà se ci sarà una proroga o no”. E d’altra parte invita i cittadini ad avere “un po’ di pazienza con i vostri sindaci“, mentre chiede ai Comuni che non hanno ancora deliberato l’aliquota per pagare l’imposta “a causa delle elezioni” a “decidere alla svelta” le aliquote.

Difficile che si arrivi al rinvio prima delle elezioni Europee, che per 4.000 comuni si accavalleranno alla scelta del nuovo primo cittadino. altro problema, perché saranno i nuovi sindaci a chiudere il bilancio entro il mese di luglio.