Riassunto delle puntate precedenti. La scorsa settimana il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti aveva avanzato la possibilità di rinviare il pagamento della Tasi, l’imposta che dovrebbe sostituire l’Imu sulla prima casa – ma non solo. Giovedì era arrivato lo stop, a seguito della fumata nera uscita dall’incontro   tra Comuni e governo. Il presidente dell’Anci Piero Fassino aveva detto che il rinvio avrebbe rischiato “di provocare un buco e di rendere impossibile l’erogazione dei servizi“.

Lunedì è arrivato un ripensamento sia da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio che del sindaco di Torino. E oggi è ormai ufficiale lo slittamento della prima della Tasi a settembre per tutti i comuni che sono in ritardo con la definizione delle aliquote. Il Ministero dell’Economia scrive in una nota: “Dopo aver incontrato l’Anci, per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali, il Governo ha deciso che nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi è prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi resta il 16 giugno“.

Secondo il presidente dell’Anci Piero Fassino: “E’ evidente che ci sarà un anticipo di liquidità da parte delle casse Statali per far fronte alle esigenze di quei Comuni che incasseranno la Tasi differita. E’ una soluzione che garantisce e ristabilisce la certezza del diritto sia per gli enti che per i contribuenti“. L’anticipo di liquidità dovrebbe essere di un paio di miliardi di euro…

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