Quelli che conoscono già la nuova tassa sulla casa possono saltare al prossimo capoverso. Per gli altri faccio un breve riassunto delle puntate precedenti. Chi ha una casa dovrà pagare la tassa rifiuti (ora Tari), e l’Imu (se questo immobile non è la prima casa). Da quest’anno poi ai due balzelli si è aggiunta la Tasi, che dovrebbe finanziare servizi come l’illuminazione e che sostituirà per l’abitazione principale l’Imu.

Le imprese come i proprietari di seconde case, nel 2014 a pagare la bellezza di tre tasse sulla casa invece che due. Ovvio che il fatto di pagare tre balzelli al posto di due non significa automaticamente che verremo a pagare di più (anche se non si può che deprecare questo atteggiamento che tende a complicare le cose invece di semplificarle…).

Come al solito la Cgia di Mestre ha fatto i conti rilevando che, solo sui capannoni, applicando l’aliquota base dell’1 per mille, ci sarà un aumento dell’imposizione di quasi 650 milioni di euro – e complessivamente si parla di un aggravio di almeno un miliardo di euro.

E secondo un’altra simulazione in cui si sconta un’aliquota del 2,07 per mille, l’aumento potrebbe superare addirittura i due miliardi di euro. Sulla Tasi resta però il giallo che riguarda gli immobili della Chiesa. In una prima versione, poi smentita, sarabbero stati esentati solo 25 fabbricati. Il Vaticano, con il nuovo corso, sarebbe orientato a rinunciare a qualsiasi privilegio: i 25 immobili però rientrerebbero in disposizione programmatica dei Patti Lateranensi.
photo credit: kiki follettosa via photopin cc