Difficile definire quello che hanno combinato i comuni per la Tasi senza usare parolacce. Chi deve quantificare l’imposto dell’imposta deve prima di tutto trovare la delibera del comune in cui si trova l’immobile soggetto all’imposizione.  Per farlo ci si può collegare al motore di ricerca predisposto dal Dipartimento delle Finanze.

E subito iniziano le brutte sorprese, perché il comune può aver presentato più delibere – e bisogna leggerle tutte, e spesso si tratta di 500-600 pagine. In alcuni casi – vedi Palermo – alcune modifiche sono state fatte a penna con grafia illeggibile. In casi come questi non resta che telefonare in comune sperando che qualcuno risponda…

In altre situazioni – comuni di Flero e Ferrara – delle formule complesse per il calcolo delle detrazioni – con parentesi graffe, quadre e tonde. Un altro capitolo è rappresentato dagli evidenti refusi: un esempio è quello del comune di Ripabottoni, che ha previsto una detrazione di 200 euro per i nuclei familiari in cui sia presente un soggetto disabile con “disabilità superiore al 100%“.

Altre volte la formulazione è ambigua o imprecisa: a Milano ad esempio non si capisce se le detrazioni per i figli a carico valgano per tutti i nuclei, o solo per quelli a basso reddito; ad Agropoli si prevede un’aliquota dell’1,5 per mille per gli immobili affittati a familiari – senza precisazioni sul grado di parentela di tali congiunti.

Bologna si spinge a prevedere 24 possibili misure di detrazione… In tutto questo marasma chiudo con San Marco di Cavoti. Il borgo campano ha previsto una riduzione del 50% della Tasi se si adotta un cane randagio

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