Le cifre sono impietose: fino ad ora 32 capoluoghi hanno già deciso quali aliquote Tasi applicare. E in più di 1/3 dei casi -esattamente in 12 città – l’imposta sui servizi indivisibili sarà più salata dell’Imu 2012. Queste almeno sono le stime del Servizio delle politiche territoriali della Uil. Le città “cattive sono – per ora – Bergamo, Ferrara, Genova, La Spezia, Macerata, Mantova, Milano, Palermo, Pistoia, Sassari, Savona, Siracusa. Si è contenuta Roma, insieme ad Aosta, Livorno Pordenone e Caserta.

Secondo il Servizio delle politiche territoriali della Uil solo 832 Comuni su 8.092 hanno deciso le aliquote Tasi da applicare. La situazione si fa ancor più complicata perché di questi solo 514 hanno pubblicato sul sito del ministero dell’economia la loro delibera. Le aliquote più basse per le case non di lusso sono quelle di Aosta (1 per mille), e Pordenone (1,25 per mille). D’altra parte , tutte le altre città hanno aumentato le aliquote. Undici di loro – come Bologna, Genova, la Torino e Vicenza – all’aliquota sulla prima casa hanno aggiunto l’addizionale dello 0,8 per mille – totale 3,3 per mille -, mentre Milano e Roma hanno dirottato questo 0,8 per mille sulle seconde case, che quindi verranno colpite con un’aliquota dell’11,4 per mille.

Secondo la Uil, alla fine si arriverà ad oltre 8.000 applicazioni diverse dell’imposta che produrranno 75.000 combinazioni possibili della Tasi. Basta un esempio per rendervi conto del casino che presto dovremo attraversare tutti: Bologna ha previsto 23 detrazioni a seconda della rendita immobiliare del bene tassato.

Intanto si studia cosa fare per la scadenza del 16 giugno. Una delle ipotesi è quella di non cambiare nulla per i Comuni che hanno deliberato e rinviare al 16 settembre la prima rata per gli altri. Piccolo particolare. L’ANCI per rinviare l’incasso chiede risorse per un paio di miliardi.
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