Il rompicapo Tasi ha – quasi – infinite sfaccettature (della serie, ma non doveva essere più semplice pagare le imposte?): una di queste riguarda la ripartizione dell’imposta da pagare per i fabbricati ex-Iacp – ovvero le ex case popolari. Tra di loro ci sono immobili che non possono essere considerati alloggi sociali – e in questi casi per l’Imu è prevista l’applicazione solo della detrazione per abitazione principale. Cosa succede invece per la Tasi?
In questo caso l’imposta deve essere calcolata sul valore complessivo dell’immobile con l’aliquota prevista dal Comune per gli immobili diversi dall’abitazione principale - e  sottraendo, quando è il caso, la detrazione prevista dal Comune. L’importo non deve essere pagato da chi abita l’immobile ma essere ripartito tra proprietario – che in questo caso è rappresentato dall’Iacp – e da chi “occupa” legalmente la struttura, secondo quote fissate a livello comunale – e quindi le aliquote possono essere diverse per ogni Comune.

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