Siamo in Italia e quindi non c’è nulla da stupirsi: l’eccezione rappresenta la regola… Prendiamo la casa di un militare – supponiamo che sia a Napoli -, e che per motivi di lavoro, abbia dovuto prendere la residenza a Roma. E immaginiamo pure la moglie abbia la stessa situazione… Il marito ha la possibilità di considerare l’abitazione in terra partenopea come equiparata all’abitazione principale? La risposta è sì e tale possibilità vale solo per il militare e non per la moglie.

Infatti questa disposizione vale solo per alcuni soggetti, e più precisamente:

1) il personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile;

2) il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;

3) il personale appartenente alla carriera prefettizia.

Questa agevolazione può valere solo se si possiede un solo immobile, e questa unità abitativa – iscritta al catasto edilizio urbano – non sia stata concessa in locazione. Bisogna ricordare che, nella “Dichiarazione Imu” – che vale anche ai fini TAsi. In questo caso il proprietario dell’immobile deve barrare il campo 15 relativo alla “Esenzione”, e tra le “Annotazioni” scrivere: “l’immobile possiede le caratteristiche e i requisiti richiesti dalla lett. d), comma 2, dell’art. 13 del D. L. n. 201/2011”.

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