C’è tempo fino al 16 dicembre per pagare il saldo dell’Imu e della Tasi. Per capire cosa dobbiamo fare bisogna primo di tutto andare sul sito delle Finanze per vedere quali aliquote ha deciso il comune in cui abbiamo gli immobili soggetti a Tasi ed Imu. Se non è stata pubblicata alcuna delibera Tasi vuole dire che non si è pagato l’acconto, e quindi bisognerà versare l’imposta in un’unica soluzione al tasso dell’uno per mille.

Il secondo passaggio da compiere è ottenere la rendita catastale dell’immobile di proprietà. Un valore che si può rilevare sulla visura catastale o sull’atto di compravendita. Con le aliquote e la rendita catastale bisogna procedere in questo modo. Si rivaluta del 5% la rendita catastale – ovvero si calcola il 105% della rendita. Il valore così ottenuto per un coefficente che dipende dalla categoria catastale cui appartiene il nostro immobile: 160 per fabbricati nelle categorie catastali A (tranne A/10) oltre a C/2, C/6 e C/7, 140 per fabbricati delle categorie catastali B, C/3, C/4 e C/5, 80 per le categorie A/10 e D/5, 60 per il gruppo catastale D (eccetto D/5), 55 per la categoria catastale C/1.

All’importo così ottenuto si applicano le aliquote. Per capire meglio la situazione vi faccio un esempio: supponiamo di possedere un appartamento con una rendita catastale di 2.000 euro come abitazione principale, in un comune che ha stabilito un’aliquota Tasi del 2,5 per mille. L’imponibile si otterrà moltiplicando (2.000X105:100)x160=336.000 per il 2,5 per mille. Si ottiene l’imposta complessivamente da pagare – 840 euro. Il saldo da pagare è paria al 50% di questa somma, ovvero 420 euro. I calcoli si possono fare anche attraverso alcuni calcolatori online (in fondo al post ne trovate alcuni).

Calcolatori online

Amministrazionicomunali.it

Il Sole 24 Ore

Riscotel: calcolo Imu

Riscotel: calcolo Tasi

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