I dati vengono dalla Confcommercio e sono un’elaborazione di quelli prodotti da Istat e Corte dei Conti. Secondo questa organizzazione che rappresenta migliaia di imprese, tra il 2010 ed il 2015, il gettito della Tari è aumentato di tre miliardi di euro arrivando a raggiungere gli 8,37 miliardi – per un incremento del 55%.

E come rileva la Confcommercio, questo aumento è avvenuto nonostante “una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti“. L’Osservatorio nazionale sui rifiuti di questa associazione rileva anche la presenza di significativi divari di costo tra parti diverse del territorio italiano – “numerosi sono i casi in cui la spesa per la gestione, a parità di livelli qualitativi di servizio, manifesta scostamenti significativi anche tra Comuni limitrofi, con picchi che sfiorano il 900%“.

Un’altra incongruenza da correggere riguarda i divari eccessivi di costo tra le diverse tipologie di attività commerciale. Per esempio, un albergo di mille metri quadri può gare dai 1.200 ai 13.000 euro di Tari – per una differenza di gettito del 983%. Non è il caso più estremo, visto che un ristorante di 180 metri quadri “si passa dai 500 euro l’anno ai quasi 10 mila euro (1.900%), mentre per un negozio di calzature di 50 mq il divario registrato è del 677% con variazioni da un minimo di 90 euro/anno a quasi 700 euro“.

Secondo la denuncia della Confcommercio, ad aggravare il quadro c’è anche l’inefficienza delle amministrazioni locali. Il 62% dei Comuni capoluogo “registra infatti una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni, peraltro associata con livelli di servizio e prestazioni inferiori. In alcuni casi lo scostamento del fabbisogno è superiore all’80 per cento“. Pierpaolo Masciocchi, responsabile settore Ambiente di Confcommercio nel corso di un briefing con la stampa si è chiesto “se possiamo fare qualcosa per invertire questa tendenza. La risposta è sì. La Legge di stabilità 2016 dispone che dal 2018 i Comuni si debbano avvalere delle risultanze dei fabbisogni standard. È una norma che si muove nella giusta direzione, quello che chiediamo è che sia applicata, quello che auspichiamo è che sia anticipata“.