La Tari 2016 è l’imposta comunale che la Legge di Stabilità del 2014 ha introdotto al posto di quella che un tempo si chiamava Tares. Chi ha dubbi oppure vuole saperne di più sulla Tari 2016, può affidarsi ad una serie di risposte che l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale ha reso note per aiutare i contribuenti.

Perché si paga la Tari 2016?

La Tari è un’imposta locale che va versata da coloro che possiedono o detengono a qualsiasi titolo immobili o aree scoperte, non importa che uso se ne faccia, che siano suscettibili di produrre rifiuti urbani. La Tari è dunque un’imposta che si paga per i rifiuti che si presume si producano. Se l’immobile è in affitto, la tassa va versata da chi lo abita. Se vi sono più possessori o detentori, la tassa da pagare sarà una soltanto (andrà quindi divisa equamente).

Entro quando si paga la Tari 2016?

L’imposta sui rifiuti va pagata in base alle date stabilite dal regolamento del proprio Comune. Il pagamento può essere effettuato a rate (la scadenza sarà indicata su ciascuna di esse) oppure in un’unica soluzione, e in quest’ultimo caso la data di scadenza del termine è del 16 giugno di ogni anno. È compito del Comune informare il cittadino della somma da pagare e delle date entro cui è possibile saldare le singole rate, attraverso l’invio di modelli precompilati. Chi paga in ritardo o non paga affatto rischia di essere multato. Eventuali avvisi di accertamento della Tari possono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il tributo era dovuto.

Ci sono riduzioni e incentivi per la Tari 2016?

Eventuali incentivi sulla Tari 2016 possono essere previste dai singoli Comuni, che le riconosceranno a quei cittadini che si servono dei centri di raccolta appositi. Per quanto riguarda invece le riduzioni in merito alle somme da pagare, i Comuni possono applicarle in base al numero di abitanti che occupano l’immobile adibito a residenza domestica, soprattutto nel caso in cui uno o più abitanti risulti assente per lunghi periodi di tempo, sia per lavoro sia per ragioni di studio.

Come si calcola la Tari 2016?

Così come stabilito per legge, questa imposta si compone di due parti, una fissa e una variabile (cui va aggiunto anche il tributo provinciale) e si applica all’abitazione principale. La parte fissa viene determinata moltiplicando la superficie calpestabile e la tariffa fissa unitaria stabilita da ogni Comune. A questa viene poi aggiunto il 5 per cento, che rappresenta la somma dovuta a titolo di tributo provinciale. La parte variabile si calcola invece rapportando la quantità di rifiuto residuo conferito, comprensiva di un quantitativo minimo obbligatorio.

Per le utenze non domestiche la tariffa sui rifiuti è composta di una quota fissa e di una quota variabile. Per il calcolo bisogna tener conto dei metri quadrati dell’immobile occupato e della tipologia di attività che viene svolta all’interno dello stesso.