In questi giorni si è parlato sempre sempre della mini Imu. E intanto finiva quasi nel dimenticatoio la scadenza ormai prossima della Tares (da pagare entro il 16 dicembre come l’Imu sugli immobili diversi da quello di residenza).
Secondo la Uil, Servizio politiche territoriali, ogni famiglia dovrà pagare in media 305 euro. Il 35,4% in più delle vecchie Tarsu e Tia. In soldoni si tratta di un aumento di un’ottantina di euro.
Questo aumento di costi è determinato dal fatto che da quest’anno la tassa rifiuti deve coprire l’intero costo dello smaltimento rifiuti. E quindi pagano di più i contribuenti delle città in cui il servizio costa di più.
In questo senso Reggio Calabria è la città più cara d’Italia con 531 euro. Del resto 9 delle 10 città più care sono centri del sud o delle isole.
Il gettito complessivo previsto è di quasi 10 miliardi di euro, e su 90 città capoluogo, solo 1, Varese, ha ritoccato verso il basso l’imposta.
L’aumento record è stato quello di Pescara (+140,9%), seguito da Trapani e Reggio Calabria (121%). Si difendono bene anche Torino (+54,4%), Genova (+49,9%) e Palermo (+49,9%).