La sua si può definire “mission impossible“. Carlo Cottarelli, ormai ex-direttore del dipartimento per gli Affari Fiscali del Fondo monetario internazionale, è da ieri commissario alla spending review. L’obiettivo è quello di tagliare di almeno 10 miliardi di euro – entro il 2017 – il moloch per eccellenza italiano, ovvero la spesa pubblica del nostro paese. Come scrive in questi giorni il documento di finanza pubblica, Nel 2013, lo Stato italiano costerà 807 miliardi di euro. Una cifra che salirà a 812 milioni nel 2014 e a 854 nel 2017.

Tre le voci di spesa più significative: la spesa per interessi sul debito (83 miliardi), la spesa sanitaria (111 miliardi) e quella per le pensioni (255 miliardi). Come molti sanno nella sanità ci sono ampi margini per risparmiare – vista la differenza di prezzo pagati dalle singole Asl su prodotti che vanno dalle siringhe alle medicine. Non è la sola sfida che dovrà fronteggiare il neo-commissario: c’è anche da migliorare il rapporto tra costo ed efficienza della burocrazia.

Cottarelli dovrebbe incontrare i media entro la fine della prossima settimana per spiegare le linee guida della sua attività. Fino a quel momento sarà possibile fare al massimo delle supposizioni. Si può partire ad esempio dal fatto che ieri abbia già incontrato Piero Giarda e non il precedente commissario Enrico Bondi. La ragione è da ricercarsi probabilmente nel fatto che l’ex-ministro dei rapporti con il parlamento nel precedente governo ha depositato qualche mese fa un rapporto che cercherebbe di spiegare come affrontare la spesa pubblica italiana per ridurla.

Per esempio, le spese di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Capitanerie di porto “sono significativamente più elevate, a parità di condizioni, nelle Province o nelle Regioni di minori dimensioni demografiche”. Si potrebbe quindi fornire gli stessi servizi ai cittadini – o persino migliori – a costi più contenuti. Se si sommano tutti gli esempi di questi tipo, si arriverebbe, secondo Giarda, ad un centinaio di miliardi di euro potenzialmente aggredibili.

Per riuscire nell’impresa, Carlo Cottarelli ha firmato un contratto di tre anni per un stipendio di 294.000 euro lordi. Disporrà di poteri più ampi rispetto a quelli concessi a Bondi. Potrà disporre ispezioni, accedere a banche dati, e ficcare il naso anche nei bilanci delle partecipate dei comuni – quando non quotate. Come primo gesto di buona volontà il manager ha rinunciato all’auto blu. Un’ultima annotazione: i componenti del suo ufficio, verranno scelti tra il personale già in servizio presso la pubblica amministrazione.

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