L’agenzia Moody’s aveva messo sul chi va là il nostro paese spiegando che senza riforme strutturali ci sarebbe stato un taglio del rating. Poi il taglio è arrivato ma dalla Standard&Poor’s e per un attimo la concorrente era caduta nel dimenticatoio.Dopo il taglio del rating da parte dell’agenzia Standard&Poor’s arriva un’altra decisione importante da parte dell’agenzia Moody’s che ha temporeggiato ma alla fine ha formalizzato una decisione che era già nell’aria.

Quel che l’agenzia in questione sottolinea è la sua sfiducia nelle capacità del governo Berlusconi di risolvere la crisi economica e finanziaria italiana. La stagnazione sembra essere l’orizzonte più vicino nel nostro paese.

Il downgrade dell’Italia è rimbalzato sui siti d’informazione di tutto il mondo, Financial Times compreso. Quest’ultimo ripercorre tutto il balletto Italia-Agenzia Moody’s e spiega come le promesse fatte dal nostro paese, in fin dei conti, non siano state rispettate.

In più si sottolinea lo scollamento della compagine governativa dal sostrato industriale del paese che dovrebbe animare l’indice PIL. Le incertezze dal punto di vista politico si riflettono nell’incertezza finanziaria dell’Italia e il gioco è fatto.

Ecco perché Angela Merkel, durante una conferenza stampa al Parlamento Europeo, consiglia all’Italia di rispettare subito gli impegni presi. Sarebbe una mossa utile per recuperare la fiducia dei mercati dell’Eurozona e non solo.

Non si parla mai di default per il Belpaese anche se più di una volta la condizione italiana è stata paragonata a quella greca.