Il taglio dell’Irpef oggi al vaglio del Consiglio dei ministri si tradurrà, in pratica, in un bonus in busta paga per lavoratori dipendenti e co.co.co con reddito fino a 28mila euro e, di fatto, funzionerà come una detrazione.
L’importo, secondo la bozza (provvisoria) del decreto Irpef circolata ieri sera sui media nazionali, e che domani dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri, sarà dunque calcolato, rapportandolo ai mesi precedenti, dal datore di lavoro (e dal sostituto d’imposta, nel caso di collaborazione), cui toccherà erogarlo “dal primo periodo di paga utile”.
Il bonus, si legge nel documento, riguarderà anche gli “incapienti” e sarà rifinanziato nel 2015, in modo da garantire lo stesso “sconto”, ma per più mesi.

Per quanto riguarda il 2014, il bonus è fissato al 3,5% per i redditi da lavoro dipendente e co.co.co. fino a 17.714 euro, per poi assestarsi sui 620 euro tra questo limite e 24.500 euro e scendere gradualmente fino ad azzerarsi a quota 28mila euro
Il prossimo anno, quando il decreto coprirà 12 mesi, per i redditi tra i 19mila e i 24.500 euro l’importo arriverà a 950 euro.
Per i redditi sotto i 19mila euro il beneficio fiscale sarà del 5%, mentre per quelli superiori, come per quest’anno, è previsto un meccanismo di progressiva riduzione dell’importo. Questo, inoltre, sarà riportato nel Cud e il lavoratore potrà anche utilizzarlo per compensare imposte pendenti.

Passando agli incapienti (percettori di redditi fino a 8mila euro), il bonus sarà distribuito dai sostituti d’imposta in due tranche, con i compensi corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso.
Per colf e badanti, nello specifico, si pensa anche ad un bonus anticipato dalle famiglie presso cui lavorano, che potranno poi beneficiare di sconti sui contributi da versare all’Inps.

Lato imprese, invece, l’aliquota principale dell’Irap calerà quest’anno dal 3,9% al 3,75%, mentre nel 2015 scenderà al 3,5%.
In diminuzione anche le altre aliquote applicate all’agricoltura e alle banche.

Per la copertura di queste spese si ricorrerà a tagli alla sanità per 2,4 miliardi di euro in due anni, 868 milioni quest’anno e 1,5 miliardi dal prossimo, e le voci maggiormente colpite saranno quelle riguardanti l’acquisto di beni e servizi.
La bozza prevede anche che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano “sono tenute a ridurre la spesa per l’acquisto di beni e servizi per un importo complessivamente pari a 200 milioni di euro per l’anno 2014, 500 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015”.
Sempre in tema di coperture, ieri Camera e Senato hanno dato il via libera (video in fondo all’articolo) al Def e alla risoluzione di maggioranza che autorizza lo slittamento al 2016 del pareggio strutturale di bilancio. (foto by InfoPhoto)