Il governo Renzi sarebbe intenzionato ad accelerare su Fisco e lavoro, ma non avrebbe ancora delineato la soluzione riguardante il taglio del cuneo fiscale.
L’esecutivo, secondo quanto appreso dalla stampa nel week end appena trascorso, vorrebbe infatti concentrare tutte le (esigue) risorse reperibili sul taglio dell’Irpef, anche se, allo stesso tempo, starebbe ancora valutando la possibilità di intervenire sul carico fiscale che grava sulle imprese.
Non a caso, la scorsa settimana sia Enrico Morando, vice ministro dell’Economia, sia Carlo Calenda, suo pari allo Sviluppo Economico, hanno chiesto apertamente ancora una volta di puntare sul taglio dell’Irap, ma per ora l’orientamento dominante sarebbe quello di indirizzare tutti i 10 miliardi di euro stanziabili agli sgravi ai lavoratori, piuttosto che ridurre di circa il 30% l’imposta regionale sulle attività produttive come avanzato dai due membri del governo.

Ok dei sindacati. “Se il Governo ha davvero deciso di concentrare i dieci miliardi di euro per ridurre le tasse ai lavoratori e ai pensionati sarebbe un segnale molto positivo e ne saremmo contenti”, il commento di Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl, al quale ha fatto seguito quello di Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, per il quale “se fossero confermate le indiscrezioni sul taglio di 10 miliardi di Irpef, finalmente avremmo un presidente del Consiglio che mantiene la sua parola. Gli consigliano di metterli in busta paga tutti in un’unica soluzione”.
Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, “quello della riduzione delle tasse è un tema che abbiamo proposto in questi mesi. La restituzione fiscale ai lavoratori è ciò che noi chiediamo con forza e sarebbe un risultato importante. Soprattutto se fosse diretto ai lavoratori e ai pensionati. Noi siamo un po’ preoccupati di questa idea dell’Irpef perché, come noto, tanta parte dell’evasione sta nelle fasce basse dell’Irpef. Noi vorremmo un provvedimento davvero selettivo che facesse ripartire i consumi e alle persone di stare meglio, useremmo lo strumento delle detrazioni e non delle aliquote in attesa della riforma fiscale. Al di là del dato tecnico comunque sarebbe un’ottima notizia”.

Cauti industriali e commercianti. Per il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, al quale è stato chiesto cosa pensasse delle indiscrezioni di stampa circa le intenzioni del governo di tagliare il cuneo fiscale agendo solo sull’Irpef, “l’abbassamento delle tasse è sicuramente una cosa giusta, però per noi prioritariamente bisogna ridurre il costo del lavoro”.
Per il numero uno degli industriali, infatti, “soltanto attraverso una riduzione del costo del lavoro le aziende italiane rimarranno competitive e ci sarà ancora una possibilità di attrarre investitori esteri o di far sì che gli investitori esteri mantengano gli investimenti” già fatti in Italia.
Sulla stessa linea Confcommercio, per la quale “imprese e famiglie continuano a scontare una crisi che dispiegherà i suoi effetti anche nel 2014, anno che è destinato a rimanere di grande difficoltà”.
E’ evidente – secondo l’associazione dei commercianti – che per aiutare il sistema economico nel suo complesso si devono usare necessariamente due leve: lo stimolo ai consumi, vero problema strutturale della nostra economia, con la riduzione delle aliquote Irpef per dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati e imprenditor, e non l’aumento delle detrazioni; ma anche ridurre il costo del lavoro, leggasi Irap, per dare una boccata di ossigeno alle imprese. E per raggiungere questo obiettivo la via è obbligata, una poderosa operazione di sottrazione: meno tasse e meno spesa pubblica“.

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