In questi giorni sta impazzando sul web e sui social network il tema delle pensioni d’oro… Uno dei cavalli di battaglia del Movimento cinque stelle è l’informazione che secondo loro sarebbe asservita al potere dominante. Peccato che anche loro a volte mostrino lo stesso vizio che attribuiscono agli altri…

Secondo il “cittadino portavoceGiorgio Soral questo tema sarebbe “da sempre una nostra battaglia“, ma non è così. Nel programma elettorale con il quale il Movimento 5 Stelle si è presentato alle politiche 2013 non si fa alcuna menzione sul tema…

La cattiva informazione non riguarda però questo punto secondario. Sul tema delle pensioni d’oro, il parlamento sta discutendo delle mozioni, ovvero di un atto di indirizzo politico che non ha alcun valore vincolante. Con un atto come questo la Camera o il Senato chiede al governo di tenere un certo comportamento. Ma l’Esecutivo può tranquillamente ignorare il contenuto di questo atto, perché non ha sul tema alcun vincolo giuridico.

In pratica quindi in questi giorni non si sta discutendo del taglio delle pensioni d’oro, ma si sta cercando di far partire la macchina che potrebbe arrivare, alla fine dell’iter legislativo, ad aumentare l’imposizione sulle cosiddette pensioni d’oro, d’argento e di bronzo.

Sul tema poi non c’è solo la mozione del M5S, ma ci sono ben sette mozioni, di contenuto diverso, ed alcune di peso simile a quella dei grilliniQuella del M5S propone una tassazione progressiva su tutte le pensioni: dallo 0,1% per le pensioni da  circa 900 euro in su, fino al 32% sulle pensioni superiori a 50 volte il minimo.

Secondo i cittadini portavoce e i simpatizzanti sarebbe inattaccabile, a me non sembra proprio, perché ha lo stesso vizio dei prelievi previsti dal Governo Berlusconi qualche anno fa sugli stipendi pubblici superiori ai 90.000 euro. Il risultato di questa norma sarebbe quindi lo stesso della norma prevista dall’ex-ministro Giulio Tremonti: provocare, nel giro al massimo di un paio di anni, la sua bocciatura da parte della Corte Costituzionale, per cui lo Stato dovrebbe restituire le somme prelevate, più interessi.

Non proprio un’affare. In ogni caso la proposta più equa mi sembra quella dei Fratelli d’Italia (un partito che comunque non voterò mai), che in estrema sintesi prevede che se non sono stati versati i contributi corrispondenti alla pensione percepita (e si prende una trattamento d’oro), la parte eccedente un certo limite verrà tagliata. Ma non sono proprio sicuro che possa passare le forche caudine della Corte Costituzionale.

photo credit: Gianfranco Goria via photopincc