Le aziende tricolore e le banche del nostro paese non se la passano molto bene sul panorama finanziario globale. Non convincono le loro strategie commerciali né i piani per riportare liquidità nelle casse. Forse è anche per questo che è arrivato il downgrade di Moody’s.L’agenzia di rating Moody’s ha fatto un doppio “attacco” all’Italia. Prima ha tagliato il rating dei titoli del debito portandoli dal livello Aa2 a livello A2. Dopodiché i principali indici legati alla borsa del Belpaese sono finiti nel mirino di Moody’s.

L’ultima decisione, a poche ore di distanza è stata quella di tagliare il rating di Finmeccanica, Terna, Eni, Enel e Poste Italiane, oltre che di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Prima di entrare nel dettaglio diciamo anche che Moody’s ha declassato il rating di trenta enti locali: regioni, province e qualche città.

Finmeccanica è passata da A3 a Baa2, Terna invece è passata da A2 ad A3. Per Eni il declassamento ha equivalso al passaggio da Aa3 a A1, per Enel si è passati da A2 ad A3 e per Poste Italiane c’è stato il downgrade da Aa2 ad A2.

Le province autonome sono passate al livello Aa3. Male anche le città di Civitavecchia passata a Baa1, Firenze passata ad A3 e Napoli arrivata a Baa3.