Il piano che il commissario straordinario per la spending review, Carlo Cottarelli, ha illustrato ieri in commissione Bilancio al Senato comprende 33 azioni, che, ha spiegato l’autore del documento, “distinguerei in due gruppi: quelle di immediata applicabilità nel 2014 e riforme strutturali che vanno iniziate però quest’anno ma che avranno effetti nel 2015 e 2016 e nel 2017”.
Nella mia proposta – ha poi sottolineato Cottarelli – non c’è alcuna riduzione per l’istruzione e la cultura”.

Pensioni d’oro e neoassunzioni. Nel documento il commissario affronta anche il tema della spesa per le pensioni, “che è molto alta”, circa 270 miliardi di euro, proponendo “un contributo temporaneo per le pensioni oltre una certa soglia essenzialmente per consentire l’assunzione di nuove persone”, così da ridurre gli “oneri sociali per i neoassunti”. Un taglio, quello delle cosiddette ‘pensioni d’oro’, che lascerebbe indenne l’85% delle pensioni.

Immobili ed enti pubblici. “Rilevanti risparmi”, circa “due miliardi” di euro in tre anni, spiega Cottarelli, si potrebbero ottenere rimodulando la spesa per gli immobili da parte dello Stato e degli Enti territoriali, ma “ci sono enti pubblici che si possono eliminare o razionalizzare. Tra quelli da eliminare, ad esempio, io avrei individuato il Cnel”.

Auto blu e micromisure. Il commissario per la spending review invoca anche un deciso taglio delle auto blu (“un mezzo per il ministro e massimo 5 mezzi per tutto il dicastero”) e pone l’attenzione sul finanziamento delle cosiddette ‘micromisure’ (“leggi mancia”), perché “è difficile possano esser considerate valide se non per interesse personale”.
Il riferimento, specifica Cottarelli, è a quel complesso di norme, spesso inserite anche nella legge di Stabilità, per le quali “credo che il termine che viene usato è mancette. Sono spese di cui molto spesso è difficile valutare l’efficacia. Consiglio di sfrondarle” (foto by InfoPhoto).