Iniziamo anche a considerare i buoni esempi, se proprio vogliamo trovare una strada percorribile per la riduzione delle spese delle Pubbliche Amministrazioni. Viene da esordire in questo modo se si pensa all’ultima “trovata” della Regione Piemonte che risponde allo scandalo Fiorito. 

La Regione Lazio (ma anche la Lombardia, tempo addietro, non è stata da meno), sta combattendo in queste ore contro l’evasione fiscale e soprattutto contro la truffa. Se l’imperativo dettato dal governo tecnico è quello di ridurre le spese, sarà anche necessario andare a tagliare posti e costi, piuttosto che stornare fondi su conti privati, oppure nominare altri membri della giunta prima delle dimissioni.

Un esempio virtuoso, in questo discorso, è rappresentato dalla Regione Piemonte che, in autonomia, durante il Consiglio regionale, ha bloccato tutte le “autodichiarazioni” dei consiglieri. In questo modo dovrebbe andare a recuperare il 20 per cento delle sue spese che equivalgono a ben 2,5 milioni di euro.

A Torino, comunque, non è stata l’eco del Lazio ad impensierire i consiglieri, ma ha fatto scuola l’inchiesta della procura torinese sulle spese dei gruppi partitici presenti in Consiglio.

I due grandi provvedimenti riguardano il taglio delle autodichiarazioni e la riduzione da 11 a 7 del numero di viaggi annuali sul territorio nazionale.