Tiene banco, nel dibattito pubblico, i tagli alle Forze Armate, in particolar modo la questione relativa agli F35. I governi del passato si erano impegnati all’acquisto di 90 cacciabombardieri, per una spesa complessiva di 12 miliardi di euro in 12 anni: l’esecutivo Renzi vorrebbe rinegoziare l’accordo, arrivando a spendere non più di 6 miliardi di euro per un totale di 45 aerei. Una mossa di grande appeal, soprattutto presso l’elettorato cinquestelle e di sinistra. Oltre agli F35, il governo sta pensando alla vendita della portaerei Garibaldi (foto by InfoPhoto), icona della Marina militare che tuttavia è stata resa in qualche modo superflua dal varo della Cavour, nel 2009. Rischiano di essere pensionati anche una cinquantina di elicotteri per l’elisoccorso in forza alla Marina, alla Guardia costiera e ai Vigili del fuoco. Infine, l’idea della chiusura di 385 caserme, con relativi introiti per la loro vendita e risparmi sul costo del personale. In tutto, coi tagli alla difesa il governo punta a risparmiare oltre un miliardo di euro all’anno per i prossimi 15 anni.

Stringe la cinghia l’esercito, dunque, ma non solo: il piano preparato dal commissario alla Revisione della spesa Carlo Cottarelli è molto più ambizioso di quanto non abbiano lasciato intendere un paio di giorni fa Matteo Renzi e Roberta Pinotti, ministro della Difesa. Il documento Cottarelli, pubblicato ieri dal quotidiano Il Tempo, rivela che i soldi per finanziare i famosi 80 euro al mese in busta paga verranno ottenuti grazie ad alcune iniziative di efficientamento della pubblica amministrazione, dalla riduzione dei costi della politica (in particolare, tagli ai Comuni, alle Regioni e ai finanziamenti ai partiti) e robusti tagli a pensioni, Sanità e Difesa.

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