Scade questa sera alle ore 21.00 il termine per l’operazione di concambio dei titoli di Stato greci. Le adesioni allo swap crescono di ora in ora.  Ieri sera l’agenzia Bloomberg ha segnalato una percentuale di adesione pari al 58%, supportata dal favore di 32 banche (esposte per 84 miliardi di euro) e di alcuni grandi fondi. Questa mattina le ultime indiscrezioni provenienti da Atene e riportate dal sito internet ellenico BankingNews,segnalano le adesioni all’offerta al 76,6% del totale, avvicinandosi alla soglia di adesione richiesta dal governo greco e posta al 90 per cento.

Come funziona il concambio dei titoli di Atene

Se le adesioni dovessero superare il 90%, il pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro avrebbe via libera e la Grecia vedrebbe ridursi il suo debito per una un importo compreso tra i 100 e i 110 miliardi di euro.

Più incerto lo scenario con una partecipazione compresa tra il 75 e l’80%. In questo caso il governo greco potrebbe far scattare le Cac, ossia le clausole collettive che obbligherebbero a partecipare al concambio anche gli investitori che non hanno aderito, con conseguente probabile realizzazione di un “credit event” e necessità di far scattare il pagamento dei credit default swap (cds) sul debito greco. Per la Grecia questo scenario equivarrebbe in sostanza a un default.

L’operazione di swap prevede che in cambio di vecchi titoli agli investitori vengano conferiti titoli greci a 30 anni con cedola crescente e un Efsf-bond a un anno. Lo scambio implica una perdita sul valore nominale del 53,5%.