Uno spunto di riflessione per Matteo Renzi, che si appresta a guidare il nuovo Governo: nel Paese reale la gente continua a morire per colpa della crisi economica. I numeri raccolti da uno studio eseguito dall’università internazionale Link Campus di Roma sono crudi e drammatici. Nel 2013 si sono suicidate 149 persone per motivi legati alla crisi; di questi, il 40% è avvenuto nell’ultimo quadrimestre dell’anno. Nel 2012 i casi registrati sono stati 89; quindi quasi il doppio. La metà delle persone che hanno deciso di togliersi la vita sono imprenditori.

Il dramma dei disoccupati segna il raddoppio dei suicidi (foto by InfoPhoto): ben 58, rispetto ai 28 del 2012. E anche quando si ha il posto di lavoro, non mancano le situazioni tragiche. Lo scorso anno 19 persone si sono suicidate perché, pur avendo un’occupazione, erano schiacciate dai debiti, molto spesso a causa di stipendi non percepiti; nel 2012 erano 7.

Affitti, mutui, debiti vari, bollette, tasse: questi sono i veri problemi della popolazione italiana. Di fronte a questi drammi forse il problema delle riforme istituzionali, benché importante, perde consistenza.