La dinamica dei finanziamenti ha fatto segnare a novembre un calo del 3,99% sullo stesso mese del 2012, dopo il -3,7% registrato nel mese di ottobre.
In valore assoluto, tuttavia, si legge nel rapporto mensile Abi – Dicembre 2013, il totale delle masse erogate è rimasto invariato.
Per l’Associazione bancaria italiana, il trend “risente del persistere della negativa evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche (Pil e investimenti)”, anche se non va dimenticato che dalla fine del 2007, periodo ancora ante-crisi, ad oggi i “prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.851 miliardi, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.426 miliardi”.

A fine novembre i prestiti all’economia sono infatti arrivati (in valore assoluto) a 1.851 miliardi di euro, una somma, ricorda l’Abi nel rapporto congiunturale mensile, ben superiore alla raccolta dalla clientela, fermatasi a 1.736 miliardi: un funding gap che gli istituti italiani, ricorda l’associazione dei banchieri, stanno cercando di ridurre e sul quale ha inciso soprattutto la decisa contrazione della raccolta a medio-lungo periodo, quella obbligazionaria (-9,3% secondo le stime del rapporto).
Su base annua, tuttavia, la raccolta complessiva rimane in terreno positivo, +0,7%, grazie all’aumento dei depositi, cresciuti di 3,8 miliardi solo negli ultimi due mesi.

In termini assoluti, sottolinea il rapporto Abi, dalla fine del 2007 la raccolta dalla clientela da parte delle banche è cresciuta di 223 miliardi, più degli impieghi erogati a famiglie e imprese nello stesso periodo di osservazione, +147 miliardi.
“Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie – ricorda l’associazione – permane in Italia su livelli particolarmente bassi”. Lo scorso mese esso “è risultato pari a 189 punti base (191 punti base anche ad ottobre 2013), prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti, (329 punti percentuali a fine 2007)”.