Lo stress test, di cui tutti sentono parlare molto di frequente, non è altro che un programma attraverso cui valutare la consistenza e l’efficienza del capitale che un istituto bancario accantona per fronteggiare eventuali situazioni di crisi o di emergenza economica. In sintesi, il test permette di rispondere a questa semplice richiesta: in casi di emergenza, i fondi messi da parte dalle banche sarebbero in grado di rispondere adeguatamente allo stato di necessità per cui sono stati predisposti?

Grazie a questa spiegazione, comprendiamo subito quanto lo stress test sia particolarmente importante in un periodo come quello attuale che stiamo vivendo, attraversato da una grande crisi economica mondiale e in cui un ruolo determinante è stato giocato dalle stesse banche.

In Europa lo stress test viene solitamente effettuato dalla Banca Centrale Europea – negli Stati Uniti il compito è invece riservato alla Federal Reserve – grazie anche all’accordo Basilea II, all’interno del quale gli stress test vengono indicati come strumenti assolutamente necessari per valutare il rischio del credito. Affinché il programma possa dare indicazioni utili e affidabili (si tratta sempre di previsioni), gli istituti bancari dovrebbero effettuare le prove riferendosi alle probabili situazioni di peggioramento dell’economia.

Lo stress test vaglia tutti i dati raccolti dalla maggior parte delle organizzazioni bancarie di un Paese e li analizza per individuare eventuali punti deboli e criticità del sistema e per andarne poi a migliorare la tenuta patrimoniale. In Europa, sulla base di questo test, è poi possibile procedere alla richiesta del rafforzamento di questo stesso patrimonio oppure di maggiori accantonamenti.

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