Ieri vi abbiamo raccontato delle banche bocciate e rimandate dagli stress test condotti dalla Bce. Oggi torniamo sull’argomento per spiegarvi quello che può cambiare per chi ha relazioni economiche finanziarie con queste banche. Per i correntisti non dovrebbe cambiare nulla, anche se si dovesse verificare lo scenario peggiore – che non ha alcun collegamento con lo stress test – ovvero il fallimento degli istituti di credito bocciati, ci sarebbe comunque il fondo interbancario di tutela dei depositi.

Da considerare poi che se hai aperto un conto deposito vincolato potresti perdere i tuoi interessi in caso di chiusura anticipata. Discorso diverso per gli obbligazionisti e gli azionisti. I loro titoli saranno comunque oggetto di una certa volatilità – come si è già visto nella scorsa settimana. Sul conto titoli i rischi sono ancora minori, visto che le azioni ed obbligazioni – diverse da quelle della banca bocciata – continuano ad essere di proprietà del correntista e non della banca.

Questi titoli non potranno essere utilizzati per ripagare i debiti della banca. Le uniche problematiche legate al conto titoli sono rappresentate dal fatto che la sua chiusura richiede più tempo della chiusura di un conto corrente semplice. Non cambia nulla nemmeno per chi ha acceso un mutuo con una banca bocciata. Le condizioni fissate per il tuo prestito non cambieranno fino alla scadenza e restano quelle fissate alla stipula del mutuo.

Questo discorso vale anche per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile. Anche in questo caso il suo tasso dipende da parametri che nulla hanno a che vedere con la banca bocciata. Il discorso cambia se invece dobbiamo valutare quale mutuo scegliere tra quelli proposti dal mercato. E’ facile aspettarsi che, visto che dovranno pagare di più per raccogliere denaro – investire nelle banche bocciate avviene con un maggior rischio -, facciano pagare di più chi chiede un prestito. E’ probabile quindi che si trovino condizioni migliori in altre banche. 

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