La Spagna, come anche l’Italia e tutti i paesi in crisi, hanno un problema forte con lo spread che è stato messo sull’ottovolante da una serie di dichiarazioni che si sono rincorse nelle settimane addietro. Adesso Rajoy sta studiando una strategia.

In questi giorni, le trattative di Rajoy hanno svelato un animo molto conservatore del premier spagnolo che, in un primo momento, si è esposto per il salvataggio del sistema bancario nazionale e poi ha dovuto dire di avere problemi economici più estesi e profondi.

Ma sempre rimarcando una certa distanza dagli altri paesi che, prima della Spagna, hanno affrontato la crisi dello spread, per esempio Grecia, Irlanda e Portogallo. Adesso Rajoy, mettendo un po’ le carte scoperte in tavola, ha dichiarato di essere in trattativa con Bruxelles per una seconda tranche di aiuti.

Per il momento ha ottenuto un via libera ad usare i residui del fondo erogato a luglio per il salvataggio delle banche. A livello finanziario, poi, sembra che questa strategia esprima lungimiranza visto che i rendimenti dei titoli di stato hanno iniziato a tornare sotto i livelli di soglia preoccupanti.

La Spagna però sa che a livello diplomatico deve cambiare interlocutore, quindi, avvicinarsi di più alla Germania e lasciare da parte il legame con Francia e Italia che potrebbe non essere decisivo.

Peccato che sia arrivato su questo fronte lo stop di Guido Westerwelle che ha detto: “L’Europa può anche fallire per troppa solidarietà”, alludendo alle richieste “eccessive” rivolte alla Germania.