Quanto costa un’ora di lavoro nell’Unione Europea? I valori medi – 29 euro nella zona Euro e 24,6 euro per la Ue – nascondono differenze notevoli. Secondo Eurostat un’ora di lavoro costa in media ad un’azienda bulgara meno di 4 euro  (3,8 euro per l’esattezza), mentre un’impresa danese ne paga 40,3. E l’Italia? Noi siamo più o meno a metà strada, visto che la nostra media – 28,3 euro – si pone di poco sotto quella dell’Eurozona – che ovviamente comprende i paesi più ricchi del Vecchio Continente, mentre la media Ue comprende paesi molto meno cari verso cui si tende a delocalizzare – oltre alla Bulgaria possiamo citare il caso della Romania, con un costo del lavoro medio di 4,6 euro.

sul tema del costo del lavoro italiano c’è anche da aggiungere che tra il 2013 ed il 2014 il suo tasso di crescita – lo 0,7% – è stato inferiore sia alla media dell’Eurozona – 1,1% – che a quello dell’Unione Europea1,4%. Per quanto riguarda il nostro caso bisogna poi aggiungere che il 28,2% del costo del lavoro è rappresentato  da fattori non legati allo stipendio dei dipendenti. Siamo lontani dalla Germania – dove i costi non salariali rappresentano il 22,3% del costo per l’impresa -, ma facciamo meglio della Germania – qui i costi non salariali salgono al 33,1%, livello record nell’Ue. La media nell’Eurozona è del 26,1%, e del 24,4% nell’intera Ue: i paesi migliori da questo punto di vista sono Malta (6,9%) e Danimarca (13,1%).

il costo del lavoro è sceso in quattro paesi: Cipro, Portogallo, Croazia e Irlanda. Non è un caso che tre di loro siano stati salvati dall’Unione Europea. Le politiche di austerità prevedono un percorso di svalutazione interna che prevede una riduzione dei salari ed un aumento della produttività che renda le esportazioni più competitive. Rappresenta una formula alternativa alla classica svalutazione della moneta che oggi non è più possibile – e infatti il costo di lavoro in Grecia è passato dai 16,8 euro l’ora del 2008 ai 14,6 euro del 2014.

In Spagna invece il costo del lavoro è rimasto invariato negli ultimi tre anni a 21 euro l’ora. Le crescite più significative per questo parametro sono da registrarsi in Estonia (+6,6%), Lettonia (+6%) e Slovacchia (+5,2%). Comunque l’Europa orientale ha costi del lavoro ancora lontani da quelli dell’Europa occidentale.