Molti di voi lo avranno letto in rete o su qualche giornale (o in Tv): Mauro Moretti, l’Ad di Fs si è detto pronto a lasciare il suo posto se la spending review dovesse tagliare il suo stipendio. Se dovesse farlo pochi rimpiangerebbero la sua partenza (non certo io o voi).
Il suo caso non è isolato, e per capire chi è a rischio tagli basta visitare il sito istituzionale del ministero dell’Economia (i dati sono relativi al 2012). Tra i super manager pubblici, il più pagato è l’amministratore delegato di Poste Italiane Massimo Sarmi con 2,2 milioni di euro. Ovviamente si trova in buona compagnia: il già citato Mauro Moretti, amministratore delegato delle FS 873.666 euro; Maurizio Prato (ex di Alitalia, ora presidente ed amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) 601.370 euro; poi c’è Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti, che ha ricevuto uno stipendio di poco superiore al milione di euro, Mauro Masi, ad di Consap (473.000 euro), Massimo Garbini, amministratore di Enav (oltre 500.000 euro)…
Ad un elenco per forza parziale dei super manager aggiungerei i 280.000 euro del presidente della Cassa depositi e prestiti, 788.985 euro dell’ad di Invitalia (l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa) Domenico Arcuri, o ancora i 140.000 euro per la presidente della Rai Anna Maria Tarantola.

Resta da capire quale sarà il taglio. La proposta dell’onorevole Pd Francesco Boccia sembra francamente ridicola (un taglio dell’8% sugli emolumenti sopra gli 80.000 euro lordi)…

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