Gli stipendi italiani crescono al ritmo più lento di sempre, è questo quanto emerge dagli ultimi dati resi noti dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) che fanno riferimento fino al mese di novembre 2016. Fortunatamente tale trend viene in parte attutito da un’inflazione che cresce meno dei salari (più 0,1 per cento, sempre a novembre 2016), consentendo così alle famiglie italiane di vedere il loro potere di acquisto comunque in aumento.

Andando a vedere più nel dettaglio i dati relativi agli stipendi italiani, a novembre 2016 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha fatto segnare un aumento dello 0,1 per cento rispetto al mese di ottobre 2016 mentre ha fatto segnare un aumento dello 0,5 per cento rispetto al mese di novembre di un anno prima. Negli undici mesi del 2016 che sono stati presi in considerazione, la retribuzione oraria sarebbe quindi cresciuta dello 0,6 per cento rispetto al medesimo periodo del 2015.

Non sono ottimistici neppure i dati sui tempi di attesa media che i lavoratori devono aspettare per vedersi rinnovare i contratti scaduti. Secondo i dati, infatti, tali tempi si allungano, in media, a 42,1 mesi. Che tradotto in percentuale, dovrebbe riguardare almeno il 68 per cento di lavoratori (anche questo dato in lieve aumento, visto che il precedente era del 67,9 per cento). Se si calcola l’attesa media sul totale dei dipendenti, questa è di 28,7 mesi: un dato assai più alto di quello fatto registrare per il medesimo periodo del 2015, quando il numero si era assestato attorno a 22,5 mesi.