Il primo a mettere in pratica il furto è stato il governo Berlusconi, seguito a ruota dal quello di Monti. Entrambi avevano bloccato gli scatti automatici di stipendio previsti dal contratto collettivo di lavoro per la scuola relativi al personale di ruolo – per le centinaia di migliaia di precari il contratto non prevedeva alcun aumento automatico.

Alla fine, per quello che ne so io, gli scatti dal 2010 al 2012 sono stati, almeno in parte, pagati riducendo l’offerta formativa delle scuole – attingendo ad esempio al fondo che serve per finanziare le attività pomeridiane. Dal 2013, tutto sarebbe dovuto ritornare come prima, se non fosse stato per il governo Letta che a settembre ha bloccato retroattivamente l’aumento anche per l’anno appena passato.

Gli insegnanti e gli Ata (bidelli e amministrativi) che hanno “goduto” dello scatto di stipendio legato all’anzianità si troveranno, a partire dal mese di gennaio, con una busta paga più leggera anche di 150 euro… Quanti sono? Difficile dirlo. Le stime vanno dai 90.000 ai 300.000 soggetti interessati.

L’ennesima brutta figura per il governo che ora tenta di correre ai ripari. La prima a reagire è stata la meno colpevole, ovvero la ministra Carrozza che su Twitter ha annunciato di aver chiesto a Saccomanni di bloccare la procedura di recupero degli scatti

Vedremo gli sviluppi… La figura è ancora più barbina se si pensa che comunque tra qualche mese il ministero dovrebbe firmare con i sindacati un accordo che riguarda proprio questi scatti, per cui i soldi dati, verrebbero ora ripresi, per essere poi versati nuovamente ai poveri lavoratori della scuola….

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