Un barbiere guadagna inizialmente 40 mila euro all’anno, un commesso qualcosa in più. Un ragioniere 39 mila euro. Sono gli stipendi dei dipendenti di Montecitorio, che restano alti nonostante la scure voluta dal premier Matteo Renzi. Il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha promesso di tagliare le spese, ma sono gli onorevoli i più costosi.

In totale, a Montecitorio, ci sono 1.500 persone a libro paga, tra dipendenti e deputati. Costano 310 milioni l’anno, a cui vanno aggiunti i 227 milioni per i pensionati. I dipendenti, da soli, pesano per il 50,9% sui costi totali (che si aggirano sul miliardo di euro). Ma entriamo nel dettaglio delle professioni e di quanto guadagnano ogni anno i ‘fortunati’ che svolgono il loro lavoro in queste stanze.

Il segretario generale intasca 406 mila euro, il vice 304 mila. Al netto naturalmente degli oneri previdenziali e delle indennità di 660 euro al mese. Un tecnico documentarista e un ragioniere, dopo dieci anni di attività, arrivano a 240 mila euro. Barbieri, elettricisti e autisti entrano a Montecitorio con stipendi ‘minimi’ da 30 mila euro lordi l’anno, a cui vanno aggiunti però 5.300 euro di contributi. Dopo dieci anni, siamo a 50 mila euro.

A fine carriera, un barbiere e un centralinista – con 40 anni di servizio – portano a casa 136 mila euro +24 mila di contributi. Mica male. I commessi guadagnano di più. Ragionieri e consulenti, che entrano alla Camera con uno stipendio rispettivamente di 39 mila e 64 mila euro, a fine carriera arrivano a cifre da favola: 238 mila e 358 mila euro. In attesa che qualcosa cambi e ci si renda conto della sproporzione.