Fortune Magazine incorona Steve Jobs, fondatore di Apple, come il più grande imprenditore dei nostri giorni. Visionario, ispirato, brillante, queste le caratteristiche di Steve Jobs per John Byrne, l’autore della classifica. La cosa affascinante è che Jobs non si faceva guidare da ricerche di mercato per lanciare nuovi prodotti. “Non è il lavoro dei consumatori sapere cosa vogliono” usava dire Jobs, che si lasciava guidare prevalentemente dal suo intuito. Byrne conclude che nessuno dei prodotti di punta di Apple sarebbe potuto essere creato se si fosse data retta alle ricerche di mercato.

Gli altri in classifica

Grande spazio è riservato a Jeff Bezos, l’inventore di Amazon, che nel 1992 ha dato le dimissioni da vice presidente di uno dei più grandi hedge fund di New York per inseguire l’idea di vendere libri online, quando ancora la rete internet era qualcosa di nicchia. Il suo capo gli aveva consigliato di lasciar perdere “è una buona idea, ma non per chi ha un lavoro come il tuo” gli disse, ma la sua decisione di procedere per la sua strada ha cambiato oggi il modo di vendere qualunque oggetto: dal libro alla libreria. Presenti in classifica anche Larry Page e Sergey Brin di Google, Mark Zucerberg di Facebook, mentre per le società non-tecnologiche fanno capolino Fed Smith di Fed Ex e Sam Walton di Wal Mart.

A fare notizia è l’assenza di donne: Byrne spiega che “Oprah Winfrey ha costruito un impero nel mondo dei media e Anita Roddick di Body Shop ha dimostrato che è possibile produrre rimanendo responsabili verso la società e l’ambiente, ma non hanno cambiato il modo di fare business”.