Il Governo sta proponendo una serie di misure per ridurre le spese del paese ed è intervenuto con una serie di proposte anche nel settore delle pubbliche amministrazioni, considerato fino a questo momento assolutamente intoccabile. Ecco le proposte.

Non è giusto che a pagare la crisi ci siano soltanto i dipendenti del settore privato, è necessario che siano coinvolti in questa riorganizzazione anche gli statali. Per questo il governo ha previsto un piano condito di pensionamenti, esoneri dal servizio con funzioni di ammortizzatore sociale e mobilità.

Tutti strumenti finalizzati a rivedere la spesa pubblica e a tagliare una serie di costi inutili nel settore del pubblico impiego.

Ad andare in mobilità o ad uscire dal mondo del lavoro, dovrebbero essere circa 80 mila o 100 statali tra cui sono compresi sia i dipendenti che i dirigenti. 25 mila di questi sono impiegati attualmente nelle amministrazioni centrali.

Per effettuare i tagli il Governo ha pensato di coinvolgere gli enti locali e le Regioni. In linea di massima ci dovrebbe essere un taglio del 5% del personale che potrebbe poi essere elevato fino ad intaccare la vita lavorativa di 130-150 mila persone.

A metà della settimana prossima dovrebbe essere varato il decreto che si appoggia sul piano Bondi.