La domanda vale sia per le startup che per qualsiasi attività imprenditoriale: di quali mezzi finanziari abbiamo bisogno? La strada più semplice è quella di utilizzare dei fondi propri, ma ovviamente si tratta anche di un caso residuale. Quali sono le alternative? Una delle possibili alternative è quella di coinvolgere altre persone a partecipare all’attività con capitale di rischio ed il proprio lavoro.

Se si hanno adeguate garanzie personali o reali si possono anche richiedere dei finanziamenti. I principali prestiti a breve termine sono lo scoperto di conto corrente – in questo caso si accetta di eseguire ordini di pagamento superiori alla somma presente sul conto -, lo sconto di fatture o effetti – come cambiali o ricevute bancarie – ed il factoring.

In questi due ultimi casi una banca o una finanziaria anticipano al cliente il valore di un credito non ancora scaduto – ovviamente ne deducono una parte che rappresenta il prezzo che il cliente paga per l’operazione. Con lo sconto normalmente questo anticipo avviene salvo buon fine – e quindi la banca non si carica del rischio di mancato incasso del credito -, mentre con il factoring, chi cede il credito cede anche il rischio del mancato pagamento.

Un’altra via da seguire è rappresentata dalle agevolazioni finanziarie pubbliche, che possono essere suddivise in diverse tipologie. Ci sono ad esempio i contributi a fondo perduto, che in genere vengono erogati a fronte di investimenti materiali o meno – come marchi o brevetti -, come pure di spese di gestione – come i canoni di locazione di immobili o le spese pubblicitarie.

Ci sono pure i contributi forfettari “in conto esercizio” destinati al titolare o ai soci di un’impresa – normalmente a fondo perduto. Altre ipotesi sono i finanziamenti a tasso zero o a tasso agevolato – prevedono l’abbattimento di una determinata percentuale del tasso di interesse di riferimento.

Altre forme di finanziamento da considerare sono gli interventi in conto garanzia. Questo tipo di strumenti serve per ridurre le difficoltà di accesso al credito. In genere prevedono un fondo di garanzia che viene messo a disposizione delle nuove imprese. Il bonus fiscale invece è un credito d’imposta secondo una percentuale della spesa totale oggetto dell’agevolazione.